sabato 12 maggio 2012

I Cinepatici 3.32 - Dark Shadows


Oggi, su Coming Soon Television, ore 17canale 49 del digitale terrestre, nella puntata di I Cinepatici si parlerà di Dark Shadows, nuovo film di Tim Burton con protagonista Johnny Depp.

Insieme a Mauro Donzelli, Federica AlianoFederico Pedroni Federico Bernocchi ci sarà anche Valentina.

Seguitela oggi su Coming Soon alle 17 o in replica:


stanotte all' 1:00 
domenica 13 maggio alle 10:30
domanica 13 maggio alle 18:00

domenica 25 marzo 2012

Speciale Parigi - L'as du fallafel


Tornano gli speciali sui locali di Parigi: e andiamo!

Dopo specialità tipiche della cucina francese questa volta tocca a gusti diversi, per noi ancora esotici, ma per una metropoli multietnica come Parigi ormai di ordinaria amministrazione. Stiamo parlando di fallafel & Co., le mitiche polpettine di ceci fritte condite con salsine misteriose e goduriosissime.

Vivamente consigliatoci da un massimo cultore del genere, il nostro fallafellaro di fiducia a Parigi d'ora in avanti non può che essere lui: L'as du fallafel.

i tavolini personalizzati

Situato in rue des Rosiers, nel Marais (4°, metro St. Paul), quartiere ebraico e gay della città (una zona stupenda, piena di locali, negozi, gioiellerie, piccoli parchi verdissimi situati in mezzo a palazzi d'epoca), L'as du fallafel sa di avere grandi numeri in mano, non a caso si auto-definisce asso, stampandolo a chiare lettere su tavolini, biglietti da visita e magliette (disponibili nei colori del logo: verdi, gialle e nere).
Pare inoltre che sia il venditore di fallafel preferito da Lenny Kravitz, che infatti compare in una foto orgogliosamente appesa al muro del locale.

le magliette della casa (disponibili anche in nero e verde)


Specialità della casa è ovviamente il fallafel, che si può mangiare sia "liscio", sia in meravigliosi panini ripieni di ogni ben di dio.

Il sandwich fallafel (9 euro) è un tripudio di zozzeria e bontà: pane non lievitato, salsina acida, spezie, verdure grigliate, polpettine perfettamente fritte e gustose, corpose, dal gusto pieno, morbido e rotondo. Veramente spettacolare.

sandwich fallafel


Altra specialità della casa è il sandwich con shawarma (carne di tacchino e agnello marinata in succo di limone, aceto e poi passata in padella): non travolgente come quello con fallafel (er fritto vince sempre), ma sicuramente ottimo, anche perché la carne è di buona qualità (contrariamente a quella della maggior parte dei kebabbari nostrani) condito sempre con salsa a base di yogurt, spezie e verdure grigliate.

sandwich shawarma


Per accompagnare il tutto abbiamo scelto la Maccabeer (5%): chiara, leggera, non molto saporita. In sé non ci ha fatto impazzire, ma il suo gusto leggerissimo è perfetto per accompagnare questi piatti speziati e dal sapore molto forte.

la maccabeer

Il locale è sempre molto affollato e ci sono sia un bancone per il take-away (letteralmente preso d'assalto), sia dei tavolini a cui sedersi: consigliamo infatti di provare a sedersi, si aspetta molto meno che al take-away!

il via-vai è continuo!


Unico rammarico è stato quello di non aver provato le patatine fritte: le portano in un piatto stracolmo, strabordante, dal profumo untissimo e invitante. In più a disposizione ci sono salse di ogni tipo: la prossima volta non ci sfuggiranno!

E la prossima volta ci sarà, nonostante le perplessità iniziali di Diego, che è anti-cinese/kebab e simili (stiamo provando a farlo migliorare il ragazzo, che diamine non può essere più schizzinoso di Lenny Kravitz!), che comunque ha gradito il tutto pur non essendo un cultore del genere.

Se andate a Parigi e siete fan di cucina mediorientale non potete farvelo sfuggire.

un perplesso Diego da L'as du fallafel



DIEGOMETRO
3/5 "Se po' fa"

VALENTINOMETRO
4/5 "Me co..."

L'as du fallafel
34, rue des Rosiers - Parigi
tel.: 0148876360
chiuso il sabato



sabato 24 marzo 2012

Krapfen del Bar Paglia


Leggendari, cult, vero fenomeno pop (tanto da meritarsi una pagina su Facebook): i krapfen del Bar Paglia di Ostia sono molto più di semplici dolci fritti.

Il bar Paglia di Ostia infatti, in attività dal 1935, situato in piazza Anco Marzio di fronte ad un altro bar cult, il Sisto (protagonista in tanti film degli anni '60, ci arriveremo non vi preoccupate), è un punto di riferimento del litorale romano.

Specialità del bar sono appunto i krapfen, la cui ricetta campeggia in bella mostra su uno specchio del locale. 
I krapfen sono immutabili, straordinari, buonissimi.
Sfornati a getto continuo in modo da essere serviti sempre caldi, i krapfen consistono in una pastella perfettamente lievitata e fritta, immediatamente ricoperta di zucchero appena finita la cottura.

la ricetta dei krapfen


I gusti a disponibili sono 3: crema, marmellata e cioccolato.

Ovviamente li abbiamo provati tutti e la nostra predilezione, benché tutti i gusti siano eccelsi, va decisamente in favore del krapfen alla crema pasticcera.



Per 1 euro (prezzo rimasto invariato negli ultimi 10 anni) potete assaporare un pezzo di paradiso fritto.

krapfen alla crema


Attrazione del locale (oltre ai krapfen ovviamente) è il mitico dirigibile che porta i krapfen appena sfornati dalla cucina al banco. 
Su You Tube il fenomeno è fedelmente riportato.

il dirigibile

Se vi trovate nei paraggi non potete non provare questa specialità e se avete coraggio vi lanciamo una sfida: mangiare tutti i 3 gusti uno di fila all'altro, secondo ordine di preferenza. 
Goduria.


DIEGOMETRO
4/5 "Azz!"

VALENTINOMETRO
4/5 "Me co..."


Bar Paglia
Piazza Anco Marzio 18
Ostia Lido (RM)
tel: 065623344

venerdì 27 gennaio 2012

Cairoli Wine Bar

Cari cupcakes,
celebriamo lo sbarco di The BigMacaron in una regione ancora ingiustamente inesplorata: la Puglia!
Il tacco d’Italia, infatti, oltre che per l’incomprensibilità dei suoi molteplici dialetti e per le incantevoli località balneari è anche noto per la qualità e genuinità dei suoi prodotti alimentari, vini ed olio d’oliva su tutti: ebbene, i Pugliesi, almeno, sanno come se magna…
Per averne una diretta ed irrefragabile prova basta recarsi in centro a Foggia, dove un’insospettabile traversina di corso Benedetto Cairoli cela il locale di cui vi canteremo le gesta: il Cairoli Wine Bar.


L’ingresso del locale ne mostra già la natura rustica: superando la piccola anticamera dove fa bella mostra di sé una notevole varietà di dolci e da cui s’intravede la cucina, ci si deve abbassare leggermente per attraversare un minuscolo passaggio che sfocia nella prima di tre sale simili tra loro. La presenza di tre ambienti differenti consente al wine bar di offrire ai clienti una certa “intimità” pur permettendo una cinquantina di coperti complessivamente.

L'entrata del Cairoli Wine Bar

Ma basta descrizioni ed iniziamo a mangiare!
Come apertura abbiamo optato per un antipasto misto contenente ogni ben di Dio: melanzane, zucchine, peperoni, salame, prosciutto crudo, un bocconcinobrie, formaggio di capra con olio e pepe, un ottimo provolone piccante pepato ed il tocco finale del sublime lardo di Colonnata. Il tutto accompagnato da una morbidissima spianata.
La qualità si è dimostrata all’altezza della ricchezza visiva del piatto e particolarmente gustosi si sono rivelati i formaggi ed ovviamente il lardo.

Antipasto misto

Per piatto principale abbiamo unito ad una tagliata di carne chianina un calice di Negramaro, l’intramontabile rosso di Puglia ormai sofferente e straziato da un’imbarazzante omonimia.
La porzione non abbondantissima di tagliata (220g) è compensata da un sapore davvero difficile da imitare; la carne, magra, è estremamente tenera e succosa ed insieme alle mandorle che l’accompagnano sprigiona una delicatezza tanto piacevole quanto inattesa.
Non da meno il vino, che riesce nell’impresa di tenere il passo della consorte.

Tagliata di carne chianina con mandorle


Per chiudere in bellezza tra i vari dolci, tutti di produzione del Cairoli Coffee, bar-pasticceria ad una manciata di passi dal wine bar, una crema chantilly con sfogliata e gianduia ha catturato la nostra attenzione, anche se non eravamo totalmente consapevoli di cosa ci aspettava.
E’ proprio vero: le cose inaspettate (e riuscite) sono le migliori.
In una tazzina marrone erano contenute crema chantilly, sul fondo, e gianduia calda in cima, con la separazione affidata ad una croccante sfoglia. Romperla con il cucchiaino ed assistere alla fusione delle creme è stato uno spettacolo superato solo dal gustarle!

Crema chantilly con sfoglia e gianduia


Veniamo ora alle note dolenti. Poche poche, per fortuna.
Il bagno è davvero microscopico: quando la necessità fisiologica diventa speleologia.
La seconda nota è sulla musica: dichiariamo qui apertamente che i locali che hanno bisogno delle versioni Lounge di November Rain o Black Hole Sun per darsi un’aria fighetta ci hanno nebulizzato le gonadi! Basta, cazzarola!
Queste due piccole macchie, tuttavia, non possono impedirci di affermare che il Cairoli Wine Bar resta un appuntamento caldamente consigliato per gustare dell’ottima carne accompagnata da un buon vino e seguita da un dolce fatto in casa; a testimonianza di ciò vi diciamo che il locale, da pressochè deserto al nostro arrivo alle 20:40, si è riempito completamente in dieci minuti e si è creata una piccola fila di attesa all’ingresso.
Non ci resta che tornarci per completare l’esperienza assaggiando anche le pizze e le insalate!

DIEGOMETRO
4/5 (ci riserviamo l'eventuale 5/5 per quando avremo assaggiato tutto)

Cairoli Wine Bar
Via Martire, 60 – 1° traversa corso Cairoli
0881 772472 - Foggia

domenica 22 gennaio 2012

Speciale Parigi - Cul de Poule


Appena scesi dalla metro, alla fermata Blanche, la prima cosa che abbiamo visto di Parigi è stato il Moulin Rouge e lo Starbucks di fronte ad esso. Diego non lo conosceva, Valentina è ormai da tempo una Frappuccino-addicted: confessiamo, due Frappuccini sono stati la prima cosa che abbiamo assaggiato a Parigi.


Al tavolino di Starbucks abbiamo però potuto pianificare i pasti della giornata e, fidandoci della nostra inseparabile Lonely Planet, abbiamo scelto per il pranzo un locale nelle vicinanze fortemente consigliato dalla guida. 


Il locale in questione ha un nome indimenticabile: in rue des Martyrs c'è il Cul de Poule, piccolo locale in cui si mangia veramente bene.
Perché "cul de poule" vi starete chiedendo?
Non fate i finti ingenui: ebbene sì, appese alle pareti del locale ci sono le chiappe di una gallina imbalsamata!




A chi ha arredato il locale i polli devono proprio piacere, visto che sulle pareti bianchissime oltre alle chiappe piumate c'è anche un coloratissimo quadro raffigurante il pennuto.




Oltre al colore, in questo ristorantino con pochi tavoli si mangia veramente bene: noi abbiamo scelto i menù del giorno e per 18 euro a testa abbiamo preso un antipasto, un secondo con contorno e un dolce a testa.


In attesa delle portate una gentilissima cameriera, Carolina, ci ha spiegato tutto per filo e per segno, sforzandosi anche di parlare in italiano. Inutile dire che l'affamatissimo Diego ha praticamente divorato tutto il cestino del pane, tanto era l'istinto omicida che gli stava montando a causa della fame. Il pane era rustico, scuro e saporito.




Diego super-affamato in attesa del pranzo


ANTIPASTI


GAZPACHO DI POMODORO E CETRIOLO


Scelta di Vale per quanto riguarda l'antipasto, il gazpacho di pomodori e cetrioli era freschissimo e dissetante, l'ideale in agosto, e servito in un elegante e sfizioso piatto con ciotola incorporata.




PATE'




La scelta di Diego per l'antipasto: patè di maiale piacevolmente pepato, grasso ma non pesante, accompagnato da un letto di rughetta aromatizzata all'aceto balsamico che ne smorza la pesantezza.




SECONDI CON CONTORNO

BAVETTE


L' azzeccatissima scelta di Diego per il secondo: manzo morbidissimo, succoso, servito con patate novelle poco cotte con accompagnamento di rughetta e aromatizzata con una spolverata di erba cipollina. Un piatto rustico ma veramente saporito e buono.




SALMONE ALLA PIASTRA




Il secondo di Vale: salmone cotto alla piastra aromatizzato con erba cipollina e impreziosito da una glassa di aceto balsamico, servito su un letto di insalatina dal gambo rosso. Buonissima la crosta del salmone, meno convincente invece il salmone, un po' troppo grasso. Piatto nobilitato da un cuore a sorpresa molto saporito di broccoli e fave, condito con salsa di soia, posizionato al di sotto del trancio di salmone.




DOLCI

PETIT SUISSE ALLA SALSA DI MANGO


Il dolce di Vale: formaggio francese fresco dal sapore leggermente acidulo, morbido e cremoso, con gusto pieno, arricchito dalla freschezza fruttata della salsa al mango. Una scoperta. 


TIRAMISU' ALLA NUTELLA


Il dolce di Diego: scelta non molto felice, il tiramisù è meglio farlo fare agli italiani.
Per fortuna fatto con i savoiardi (qualsiasi altro biscotto rende il tiramisù un tiramisù bastardo: sì, su questo siamo intransigenti e quasi razzisti), che però erano non di buona qualità e poco bagnati, immersi in una crema di panna e Nutella. Un dolce che del tiramisù aveva ben poco e che non ci ha convinto del tutto, troppo pesante e pasticciato.

Tranne lo scivolone del tiramisù, il resto era veramente ottimo e ci ha piacevolmente sorpreso. Il locale è alla mano, piccolo, quasi casalingo, con sedie tutte diverse tra loro, si mangia molto bene a prezzi ragionevoli. 

Se vi trovate nel quartiere Pigalle è sicuramente una tappa da tenere in considerazione.

DIEGOMETRO
4/5 "Azz!"

VALENTINOMETRO
4/5 "Me co..."



Cul de poule
53, rue des Martyrs - Parigi
tel: 0153161307






domenica 15 gennaio 2012

Cul de sac


Se vi trovate al centro di Roma, nello specifico in zona Campo dei Fiori e Largo Argentina, avete appena finito un pomeriggio massacrante di shopping in via del Corso o avete fatto acquisti alla Feltrinelli Argentina e volete continuare la serata in pieno stile fighetto radical chic, non c'è niente di meglio di una bella passeggiata in via del Governo Vecchio, stradina romana dove si concentrano posti per mangiare leggendari.

Oltre alle esclusive (e care) boutiques e ad una libreria di cinema stupenda, ci sono infatti la mitica pizzeria Baffetto, le cui file in mezzo alla strada fanno ormai parte del folclore turistico di Roma, il Fluid, posto perfetto per l'aperitivo, e Cul de sac, un'enoteca particolare, costituita da uno stretto corridoio chiuso con pochi tavoli lungo le pareti, un "cul de sac" appunto.

Diciamo che l'aperitivo chic e fighetto non è proprio nel nostro stile, quindi una volta che decidiamo di farlo ci piace andare in posti che siano "ignoranti" nella sostanza, abbiamo dunque puntato sulla enoteca.

Cul de sac ha un grandissimo assortimento di vini, come dimostrano le pareti piene zeppe di bottiglie di ogni provenienza e annata, che vengono serviti in ampi calici da degustazione. Per accompagnare il vino, e non fare gli ubriaconi, si possono scegliere assortimenti di salumi, formaggi e i mitici paté fatti in casa.

Per chi vuole mangiare c'è comunque la possibilità di ordinare piatti di pasta e secondi di carne sfiziosi a prezzi abbastanza ragionevoli (i costi delle paste si aggirano tra gli 8 e i 10 euro).


Essendo una vineria il punto forte sono ovviamente i vini, qui però i prezzi si fanno più seri: per un bicchiere di vino di 15 cl si può arrivare a pagare fino a 15 euro!

Noi abbiamo scelto due rossi:

- vino rosso della Puglia Salice Salentino I Satiri "Candido" a 3,60 euro per Diego
- vino rosso del Cile Carmenere Casillero Del Diablo "Concha Y Toro" a 3,60 euro per Valentina

Per non sbronzarci e basta (anche se era difficile con 150 ml di vino) abbiamo ordinato il Supermisto di paté fatti in casa, che comprende tutti gli 8 tipi di paté della casa (17,90 euro).
Il cameriere ha tentato di dissuaderci dall'ordinarlo affermando che è un piatto per 4 persone: evidentemente non aveva idea di chi si trovava di fronte.

Insieme agli 8 profumatissimi paté ci hanno portato del pane bianco a mollica morbida e delle bruschette.
Gli 8 tipi di paté, di cui crediamo di aver individuato almeno 6 su 8, sono:

- paté di fegato al Cognac
- paté di campagna al pepe verde
- paté di lepre tartufato
- paté di fagiano tartufato
- paté di cinghiale in agrodolce
- paté di pernice al ginepro
- paté di capriolo al pepe nero
- paté di vitella al tabasco

Supermisto di paté


Il vino pugliese era rosso rubino, molto profumato, quasi fruttato e leggermente dolce, il cileno invece era rosso sangue, quasi nero, molto forte e corposo.
I paté erano tutti buonissimi e abbiamo cercato di individuare ogni sapore, ma onestamente mangiandoli uno dopo l'altro alla fine sembravano molto simili.

Per un aperitivo di sostanza o una cena gustosa, Cul de sac è un posto perfetto, un must per gli amanti del vino. Il locale piccolo, intimo e un po' rustico risulta molto accogliente, sembra quasi di ritrovarsi in un bistrot parigino: a riprova di ciò abbiamo visto una coppia di francesi - con tanto di naso rosso a causa del vino - uscire molto soddisfatti.

La posizione super-centrale ha però reso il locale meta abituale di turisti e di pseudo-para-snob: dietro di noi c'era un'insopportabile coppia di uomini d'affari in giacca e cravatta che dopo ogni due parole italiane infilava nella conversazione un "advice", un "concept" e uno "skill". L'orrore.

Se ci si trova al centro di Roma e si ha voglia di vino è però una tappa quasi obbligata, e la prossima volta assaggeremo sicuramente il supermisto di salumi e formaggi.


DIEGOMETRO        
4/5 "Azz!"

VALENTINOMETRO
4/5 "Me co...." 



Cul de sac
Piazza Pasquino 73 - Roma
telefono: 0668801094
mail: enoteca.culdesac@libero.it